quanto guadagna un centro scommesse
Guida Scommesse

Quanto guadagna un centro scommesse?

Quanto guadagna un centro scommesse? Davvero conviene aprirne uno?

Col passare del tempo, scopriamo che progressivamente stiamo diventando un popolo di scommettitori anche noi. Strano, vero? Le scommesse sono sempre esistite pure in Italia, ovviamente, ma non stanno propriamente nel nostro DNA.

Appartengono piuttosto a un sistema, a una cultura, una sociologia di tipo più nordico, se proprio vogliamo dirla tutta. Da noi le scommesse sono sempre state considerate una parte un po’ nascosta della società, sulla border line fra qualcosa di regolare e qualcosa di irregolare. E se ne capisce pure la ragione, dal momento che da sempre hanno proliferato pure le scommesse clandestine.

D’altro canto scommettevano anche i nostri antenati Latini, così come pure gli antichi Greci, e anche altre popolazioni, andando più indietro nella storia. Le testimonianze e i documenti lo dimostrano in abbondanza. E pure nell’antica Roma, la città nella quale si scommetteva molto, c’erano le scommesse regolari e quelle non permesse. Nulla di nuovo sotto il sole, quindi.

Per quanto riguarda i tempi moderni, dicevamo che la tradizione delle scommesse appartiene più che altro a Paesi come l’Inghilterra, l’Irlanda, gli stessi Stati Uniti; diciamo quelli di ceppo più propriamente anglosassone. Da quelle parti scommettono su tutto: dai cavalli, alle gare di Formula 1, alla corsa delle formiche, alla possibilità che il figlio dei regnanti sia maschio o femmina.

Da noi lo scommettitore in quanto tale è visto in maniera un po’ più sospetta. Il marito che esce di casa per andare a comprare le sigarette e invece va a fare la puntatina sui cavalli più o meno di nascosto; il compagno che si è dimenticato di prendere il latte, scende di sotto, entra dentro il bar e si infila di soppiatto nel pertugio del locale, accanto ai bagni, dove ci sono delle scintillanti slot machines. Il tutto con gli occhi sbarrati, come se stesse consumando chissà quale droga.

Ecco, non c’è dubbio che questa popolazione sia in aumento, visto il sorgere di moltissimi centri scommesse. Si può scommettere pressoché dappertutto. È possibile scommettere online, e si può, per l’appunto, entrare fisicamente in un centro scommesse e lì operare le mille soluzioni che ci mettono a disposizione.

Ma finora abbiamo osservato la questione dal lato dello scommettitore: che dire invece di chi è preposto a ricevere le scommesse? Che dire di aprire un’attività in questo senso? È remunerativo davvero? Quanto guadagna un centro scommesse? Per aprire un centro scommesse in maniera indipendente, si deve presentare la richiesta di avvio all’AAMS, poi ottenere dal Questore la licenza di pubblica sicurezza, quindi aprire la Partita Iva e iscriversi alla Camera di Commercio, e poi sottoscrivere le convenzioni con i concessionari delle licenze.

I concessionari delle licenze più conosciuti sono al momento Lottomatica e Snai. Poi c’è bisogno di un locale, possibilmente ampio, e avere a disposizione un bacino di utenza potenziale di almeno 10.000 persone. Il luogo naturalmente deve essere a portata di mano, possibilmente una via commerciale, e comunque frequentata. Per quanto riguarda le varie normative applicabili nella materia, è molto utile, almeno inizialmente, farsi aiutare da qualcuno che sia esperto nel settore.

Se si vuole, si può utilizzare anche la scelta del Franchising, che serve per agevolare soprattutto tutta una serie di adempimenti burocratici. Normalmente il Frachising garantisce il cosiddetto chiavi in mano. I guadagni ci sono, eccome, ma bisogna sapere che si tratta di un’azienda, di un’attività commerciale, con relative spese iniziali che devono essere ammortizzate nel tempo, prima di cominciare a guadagnare veramente.

Le percentuali di guadagno sulle scommesse variano di volta in volta. Nel caso di apertura di un punto Snai, ad esempio la percentuale varia dal 3% all’8%. Tutto questo dipende dal tipo di contratto che è stato stipulato. Buona fortuna col centro scommesse, allora!